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BORNO

 


Ciao cari lettori,

Toponimo ed etimologia

L'origine del nome resta incerta: le fonti concordano su più ipotesi — "Born" (risalto/scheggia di roccia), "Burnich" in cenomane-celtico ("luogo abitato"), "burna" (confine), il nome proprio latino Burnius, oppure le ipotesi latine eburneus/boreus proposte dallo storico Bonafini. 

Il documento in villa quae dicitur Burnum è un atto medievale citato dal Circolo La Gazza; il primo riferimento certo ai "vicini" di Borno risale al 1018. 


Il paese e l'altopiano

Il capoluogo si trova a 912 m s.l.m. (quota della chiesa parrocchiale); il comune si estende su circa 30,5 km² e conta all'incirca 2.400-2.600 abitanti secondo le rilevazioni più recenti. Borno è detto "Altopiano del Sole", percorso dal torrente Trobiolo, a cui si unisce il torrente San Fiorino proveniente dal lago di Lova (1299 m). 

BUON ASCOLTO!

Le incisioni rupestri e l'UNESCO

Il Masso di Borno fu scoperto nell'autunno 1953 dal geologo A. Pollini e segnalato agli studiosi di paletnologia camuna; tra le incisioni figura il culto di una divinità, probabilmente legata all'abbondanza, chiamata Alautedoba. 

Nel 1979 le incisioni rupestri della Valle Camonica sono state il primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Epoca romana e Val di Scalve

In epoca romana Borno fu un vicus del pago di Cividate Camuno; nel 1958 vi fu rinvenuta una necropoli con un'ara sepolcrale dedicata a un veterano della Legio XI. La strada verso la Val di Scalve collegava Borno al commercio del ferro, attività mineraria di lunghissima tradizione in quella valle già in epoca romana.

Le torri medievali

A Borno si contano sette torri medievali: torre dei Re (via Gorizia), torri dei Pagà, dei Barète e dei Sagrestà (via Vittorio Veneto), torre Montanari o del Gioaldì (via San Fermo), torre degli Agnellini (via Trieste), torre dei Michéi (via Pizzo Camino). 

La natura

Il Monte Altissimo raggiunge 1.703-1.704 m con impianti sciistici; il Pizzo Camino, cima più alta del comune, tocca 2.492 m. Il lago di Lova (1.299 m) alimenta il torrente San Fiorino, affluente di sinistra del Trobiolo.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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