Ciao cari lettori,
La malga è la casa del malgaro e insieme abitazione, stalla e laboratorio artigianale: un piccolo mondo che si anima solo nei mesi estivi, quando gli animali salgono ai pascoli, e resta silenzioso nella valle per il resto dell'anno. Il ritmo delle stagioni è scandito dalla monticazione — la salita del bestiame in quota tra fine maggio e metà giugno — e dalla discesa a fine estate.
BUON ASCOLTO!
La produzione casearia in Valle Camonica è documentata da fonti storiche antiche: Padre Gregorio Brunelli ne scrisse già nel 1697, testimoniando una tradizione già allora consolidata di trasformazione del latte in formaggio, burro e ricotta.
Il termine "malga" stesso ha una storia filologica radicata negli statuti delle comunità della Vallecamonica, dove indicava in origine la mandria d'alpeggio prima di designare la struttura stessa.
Il campanaccio (il suono "don don" citato nella traccia narrativa di partenza) è un elemento reale e non una licenza poetica: accompagna da secoli il bestiame al pascolo ed è tuttora il segnale sonoro che identifica una malga attiva a distanza, prima ancora di vederla.
Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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