IL BADALISC

 



Ciao cari lettori,

Il Badalisc: la leggenda che parla al paese

Tra i boschi di Andrìsta in Valsaviore, sopra Cevo, c’è una storia che sembra uscita da un cartone animato: una creatura misteriosa, un paese che la aspetta ogni inverno, e un rito che unisce grandi e piccoli da generazioni.  

Questa creatura si chiama Badalisc, ed è il protagonista di una delle tradizioni più affascinanti della Valle Camonica.


Chi è il Badalisc?

Il Badalisc è lo spirito del bosco: cammina piano tra i rami, ha occhi di lince e memoria di gufo, conosce ogni segreto della valle.  

Non è cattivo: è un guardiano gentile, un custode delle piccole verità che le persone non dicono mai ad alta voce.

Ogni anno, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, gli abitanti di Cevo lo “catturano” simbolicamente e lo portano in piazza per ascoltare il suo discorso rituale, la famosa ’ntifunáda: un momento di risate, verità leggere e comunità.


La canzone: il Badalisc diventa una storia musicale per tutti

BUON ASCOLTO!

Per far conoscere questa tradizione anche fuori dalla Valle Camonica, nasce un brano pensato come una fiaba musicale, con strumenti dal suono delicato, una voce di bimba calda e un coro di bambini che illumina il ritornello.

La canzone racconta la leggenda con immagini semplici, magiche e perfette per un pubblico giovane.

Testo del brano:

Sopra Andrìsta il bosco si accende di una luce che nessuno sa spiegare.  

Tra i rami vecchi dorme una leggenda che aspetta solo di essere raccontata.  

C’è un’ombra che cammina piano, tra la capra e il serpente ha il suo respiro.  

Occhi di lince, memoria di gufo: il Badalísc conosce ogni segreto della valle.

Non fa paura a chi lo va cercando, sa solo quello che nessuno dice.  

Aspetta il freddo, aspetta la sua notte per scendere e parlare al paese intero.

Badalísc, guardiano gentile, custode buono di ogni bugia leggera.  

Badalísc, esci dal tuo bosco, portaci la verità, portala alla luce.

Nella notte tra il cinque e il sei gennaio le torce disegnano il sentiero.  

Il nonno e la nonna aprono il corteo, la signorina cammina davanti a tutti.  

Lo trovano, lo portano in piazza, legato appena, mai davvero prigioniero.  

E lui comincia il suo discorso antico, la ’ntifunáda che il paese aspetta ogni anno.  

Badalísc, guardiano gentile…  

Ogni parola è un ramo che si spezza per lasciar posto a un poco di primavera.  

Nessuno ride per ferire un altro: si ride insieme, ed è già perdono.  

Il fuoco scalda la piazza piena, polénta calda, un canto in fisarmonica.  

E quando il discorso infine si scioglie, il paese si sente più leggero, più vero.

Badalísc, guardiano gentile, torna nel bosco, ti aspetteremo ancora.  

Badalísc, portaci la luce, ogni cinque gennaio, la stessa storia vera.


Perché questa canzone è speciale

- Porta una tradizione antichissima nel linguaggio dei bambini.  

- Trasforma il Badalisc in un personaggio narrativo, quasi da cartone animato.  

- Unisce folklore, musica e comunità in un racconto che emoziona.  

- È perfetta per scuole, famiglie, eventi culturali e per chi vuole scoprire la Valle Camonica con un sorriso.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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