Ciao cari lettori,
Malegno sorge sulla riva destra del fiume Oglio, in media Valcamonica; è attraversato dal torrente Lanico.
Il borgo storico ha due nuclei distinti: Malegno e Lanico.
Popolazione attuale: circa 2.000 abitanti ("Malegnesi"); nome in dialetto camuno: Malégn.
BUON ASCOLTO!
Preistoria e protostoria
In località Bagnolo, a ovest dell'abitato, sono state rinvenute due statue-stele di epoca preistorica/protostorica ("Bagnolo 1" e "Bagnolo 2"), erette in posizione dominante e protetta.
Le stele testimoniano il passaggio dei Camuni lungo un sentiero che saliva verso l'altopiano di Borno — probabilmente uno dei percorsi più antichi della valle, su cui i Romani tracciarono in seguito parte della via Valeriana.
Medioevo ed età moderna
Nel 1156 il territorio di Malegno fu teatro di una rissa tra abitanti di Lozio e di Borno.
Nel XIV secolo Malegno è ricordato come comunità di orientamento ghibellino; nel 1423 il vescovo di Brescia concesse diritti di decima su diverse località, tra cui Malegno.
Nel 1580 il territorio ricevette la visita di san Carlo Borromeo.
Nel 1758 un'alluvione del torrente Lanico colpì l'abitato.
La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea fu costruita tra il 1706 e il 1709; conserva un altare maggiore con marmi intarsiati di madreperla. È presente anche la chiesa di Santa Maria al Ponte, di origine trecentesca.
Per decreto del 1928 Malegno fu unito a Cividate Camuno in un unico comune, separatosi nuovamente nel 1947.
Identità e tradizione popolare
Nel dialetto camuno esistono soprannomi tradizionali ("scütüm") per gli abitanti di Malegno: Crape de Legn, Malignù, Getù.
Età contemporanea
Dal 1964 Malegno è il punto di partenza della cronoscalata automobilistica Malegno–Ossimo–Borno (Trofeo Vallecamonica), 8,8 km di percorso con 531,72 m di dislivello — una delle gare in salita più note d'Italia, ancora attiva.
Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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