Ciao cari lettori,
Boario Terme nasce come luogo di cura alla fine del Settecento, con la costruzione del Casino Boario, dove venivano somministrate “acque salutari magnesiache e ferruginose”.
Le proprietà terapeutiche delle sorgenti erano tuttavia note già dal XV secolo: la prima menzione documentata di “polle medicinali” risale a Padre Gregorio Brunelli (1698), e la stazione di cura è attestata fin dal 1496.
BUON ASCOLTO!
Nella seconda metà dell’Ottocento il Casino Boario diventa un vero e proprio “salotto all’aperto”: luogo di cura e ritrovo mondano per la ricca borghesia milanese e bresciana.
È in questo periodo che si colloca il legame più documentato con un personaggio storico: Alessandro Manzoni, estimatore delle acque di Boario, che ne ordinò più di cento bottiglie per trattare un’affezione epatica.
Le lettere autografe in cui lo scrittore chiede l’invio dell’acqua a Milano sono conservate negli archivi delle Terme.
Le acque termali provengono da quattro sorgenti naturali — Antica Fonte (o Boario), Igea, Fausta e Silia — classificate come solfato-bicarbonato-calciche, note per le proprietà depurative su fegato e reni e per l’uso in cure idropiniche e inalatorie.
Nel 1913 viene inaugurata la cupola Liberty in marmo bianco, con balconate sostenute da colonne a capitelli ionici, opera dell’architetto luganese Americo Marazzi.
Il padiglione, oggi simbolo delle Terme, ospitava un tempo orchestre e serate di gala: sotto la cupola si intrecciavano musica, mondanità e cura, nel clima elegante della Belle Époque camuna.
Le fonti termali sorgono all’interno di un parco secolare di circa 130.000-140.000 mq, ricco di rarità botaniche provenienti dalle zone temperate di Africa e America, ai piedi delle pareti rocciose del monte Erbanno.
Il clima è descritto dalle fonti storiche come “mite, costante e tonico” — la brezza che scende dai versanti della Valle Camonica è parte integrante dell’esperienza del luogo, tanto quanto l’acqua stessa.
Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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