DON ANDREA GAGGERO

 


Ciao cari lettori,

Andrea Gaggero nasce a Mele, presso Genova, il 12 aprile 1916 da una famiglia operaia. Entra in seminario a dodici anni; a Roma, alla Gregoriana, completa gli studi ed è ordinato sacerdote nel 1940, entrando nella Congregazione dei Filippini. Rientrato a Genova, svolge il ministero nella chiesa di San Carlo e presso l'Oratorio di San Filippo Neri, in via Lomellini.

BUON ASCOLTO!

Già dal 1936 frequenta gruppi clandestini di cattolici antifascisti. Dopo l'8 settembre 1943 partecipa alla costituzione del Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria: è, per sua stessa testimonianza, l'unico sacerdote in Italia a far parte di un comando militare della Resistenza, impegnato nella raccolta di armi e nel dislocamento delle prime formazioni partigiane sull'Appennino ligure. La sua chiesa diventa base di appoggio per i partigiani.

Il 6 giugno 1944 è arrestato e condotto alla questura di Genova, dove resta quasi quaranta giorni sottoposto a interrogatori e torture, senza mai rivelare un nome. Processato dal Tribunale speciale, è condannato a diciotto anni di reclusione e tradotto al campo di transito di Bolzano (matricola 4035). Anche lì riesce a mantenere contatti con la rete clandestina; scoperto mentre introduce denaro e corrispondenza per i prigionieri, è nuovamente torturato. Il 14 dicembre 1944 è deportato al lager di Mauthausen, matricola 113979.

Liberato il 5 maggio 1945, è tra i venti sopravvissuti dei circa quattrocento partiti da Bolzano con lui. Tornato a Genova, riprende per alcuni anni il ministero sacerdotale e presiede l'Associazione ligure degli ex deportati. Nel novembre 1950 partecipa a Varsavia al secondo Congresso mondiale dei Partigiani della Pace, dove è eletto nel Consiglio mondiale del movimento. Convocato dal Sant'Uffizio, rifiuta di impegnarsi a non occuparsi più di politica: nel maggio 1953 è dimesso dallo stato clericale per "grave disobbedienza".

Riceve la Medaglia d'argento al valor militare (1955) e il Premio Stalin per la pace (1954), che devolve interamente al Comitato per la Pace. Entra nella presidenza del Movimento Italiano per la Pace e, il 24 settembre 1961, è tra i promotori — insieme ad Aldo Capitini — della prima Marcia della Pace Perugia-Assisi. Muore a Roma il 20 giugno 1988, per un tumore, dopo decenni dedicati instancabilmente alla causa pacifista e alla memoria della deportazione.


Un ringraziamento ad Andrea Scanzi per avermi fatto conoscere questa storia.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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