SEVESO

 


Ciao cari lettori,

Il 10 luglio 1976, sabato, poco dopo mezzogiorno, il reattore A101 dello stabilimento ICMESA di Meda (Brianza) perse il controllo della reazione di produzione del triclorofenolo. Le fonti differiscono di pochi minuti sull'orario esatto — 12:28 secondo il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, 12:37 secondo la ricostruzione di IrpiMedia, 12:40 secondo Arpa Piemonte — ma concordano su un guasto avvenuto a cavallo della mezzora dopo mezzogiorno.

BUON ASCOLTO!

La valvola di sicurezza si aprì per evitare l'esplosione del reattore, rilasciando nell'arco di circa venti minuti una nube contenente TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-para-diossina), sostanza fino ad allora pressoché sconosciuta al pubblico. 

Il vento, che soffiava a bassa quota verso sud-sudest, spinse la nube su Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio, contaminando complessivamente oltre 1800 ettari.

La popolazione non fu informata della gravità dell'evento per otto giorni. La presenza di diossina venne ammessa da Givaudan il 19 luglio 1976 e confermata dal Laboratorio provinciale di igiene e profilassi il 21 luglio: la parola "diossina", fino ad allora sconosciuta ai più, entrò nel linguaggio pubblico proprio in quei giorni — il testo la colloca correttamente al "diciannove".

Il territorio fu suddiviso in zone A, B e R in base al livello di contaminazione. Tra il 26 luglio e il 2 agosto vennero evacuati 676 residenti di Seveso e 60 di Meda, alloggiati provvisoriamente in due alberghi nel milanese, a Bruzzano e Assago — i "due alberghi a Milano" del bridge. Circa 240 persone, in gran parte bambini, svilupparono cloracne.

Nella zona più colpita il terreno contaminato fu asportato e confinato in due vasche di contenimento; sopra quel terreno bonificato nacque nel 1983 il Parco naturale Bosco delle Querce, oggi luogo di memoria — le "querce" del chorus finale, cresciute "dove un tempo c'era solo cemento". 

Il disastro portò alla direttiva europea 82/501/CEE, nota come "direttiva Seveso", tuttora alla base della normativa sui rischi industriali in tutta Europa.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 



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