DIRITTO DI GIOCARE...DI ESSERE LIBERI

 


Ciao cari lettori,

Il brano nasce come atto di rivendicazione diretta dei diritti dell'infanzia: non una canzone che parla dei bambini, ma un canto affidato alle loro stesse voci, che proclamano in prima persona plurale il diritto a giocare, a crescere e a essere protetti.

La Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 ed entrata in vigore nel settembre 1990, resta il trattato sui diritti umani più ratificato della storia, con 196 Stati vincolati ai suoi principi; l'Italia lo ha recepito con la legge 176 del 27 maggio 1991.

Il testo del brano si appoggia, senza mai citarli letteralmente, ad alcuni articoli cardine della Convenzione: l'articolo 2 sulla non discriminazione, l'articolo 3 sul superiore interesse del minore, l'articolo 19 sulla protezione da ogni forma di violenza fisica, mentale o sessuale, l'articolo 31 sul diritto al gioco e al riposo, l'articolo 34 sulla protezione dallo sfruttamento e dall'abuso, e l'articolo 38 sulla tutela dei bambini nei conflitti armati.

BUON ASCOLTO!

I dati più recenti diffusi dall'UNICEF descrivono una condizione dell'infanzia globale particolarmente critica: oltre 500 milioni di bambini, quasi uno su cinque nel mondo, vivono oggi in Paesi attraversati da guerre o conflitti violenti. Nel solo 2024 le Nazioni Unite hanno verificato più di 41.000 gravi violazioni ai danni di minori, il numero più alto mai registrato, e le armi esplosive risultano responsabili di circa il 70% delle vittime infantili nelle zone di conflitto.

Questi elementi non compaiono nel testo come cronaca o come elenco di cifre, cosa che tradirebbe la natura di canzone rivolta anche a un pubblico di bambini, ma hanno orientato il tono e le immagini: la culla, il tetto, la porta chiusa, la scuola, il gioco negato. La ricerca serve da fondamento di verità, non da contenuto esplicito del testo.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 



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