GIANCARLO FACCHINETTI

 


Ciao cari lettori,

ci sono persone speciali che incontri durante la vita e il maestro Giancarlo Facchinetti è uno di queste, da suo allievo ho avuto l'onore e la fortuna di condividere tanta musica.

Giancarlo Facchinetti nasce a Brescia il 4 aprile 1936 e muore nella stessa città il 6 giugno 2017. Compositore, pianista e direttore d'orchestra, si diploma in pianoforte, composizione, direzione d'orchestra, musica corale e direzione di coro, allievo tra gli altri di Ada Carati, Bruno Bettinelli, Amerigo Bortone, Guido Farina e Antonino Votto; figure determinanti per la sua formazione, pur senza un ruolo di insegnanti ufficiali, furono anche Franco Margola e Camillo Togni.

BUON ASCOLTO!

Dirige il Conservatorio «Luca Marenzio» di Brescia dal 1979 al 1981, dopo aver insegnato nei Conservatori di Parma, Verona e Bolzano. Nel 1985 fonda l'Orchestra da Camera di Brescia, con la quale svolge un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero. È tra i fondatori dell'Associazione Giovani Musicisti Contemporanei, presidente delle «Settimane Barocche» di Brescia e per oltre vent'anni membro della Deputazione del Teatro Grande di Brescia.

Il suo catalogo supera le trecento opere e spazia dal repertorio sinfonico a quello cameristico, comprendendo musica sacra (tra cui la Passio Christi), musiche di scena per il teatro di prosa e diverse operine da camera, tra cui La finta luna (1987) e Il cavaliere genovese. Aderisce alla scuola dodecafonica italiana dal 1954 e sviluppa negli anni una tecnica personale, la «micro-serie», restando però fedele a un marcato eclettismo che intreccia barocco, melodramma ottocentesco, jazz e varietà.

Il musicologo Renzo Cresti ha osservato come, per Facchinetti, la musica dovesse restare comunicativa: un'idea di dialogo continuo, tra le parti della composizione e tra il compositore e il suo pubblico, in aperta distanza dall'autoreferenzialità di tanta musica del Novecento. È proprio questa idea di dialogo — mai enigma chiuso, sempre mano tesa verso chi ascolta — a costituire il nucleo concettuale del brano.

Tra i riconoscimenti ricevuti: il premio Viotti nel 1960, la Medaglia d'Oro per meriti artistici conferita dal Sindaco di Brescia nel 2006, il titolo di Accademico dell'Ateneo di Brescia e il Premio Mauro Ranieri nel 2012. Nel 2018 il Comune di Brescia lo inserisce nel Famedio del Cimitero Vantiniano tra i cittadini illustri. A cinque anni dalla scomparsa, amici, allievi e colleghi lo hanno ricordato in un volume corale a più voci, testimonianza di un'eredità umana oltre che musicale, tuttora custodita da un'associazione a lui dedicata.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 



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