IL SUONO CHE DIVENTA MIO


 Ciao cari lettori,

Il suono che diventa mio: un invito di cuore a docenti e famiglie

C’è una scena che quasi tutti noi abbiamo vissuto, in classe o a casa. Mettiamo in riproduzione un brano speciale — che sia una sinfonia di Beethoven, un pezzo jazz o una canzone d'autore — sperando di accendere una scintilla, e dall'altra parte arriva una sentenza secca: «Non mi piace», «Fa schifo».

Di fronte a quel rifiuto immediato, spesso ci scoraggiamo. Ma vi siete mai chiesti da dove nasce davvero quel muro?

Nel mio nuovo trattato-manuale, "Il suono che diventa mio", esploro proprio questa ferita dell'esperienza. Quel rifiuto non è una mancanza di gusto o di sensibilità: è il segno di una distanza. Accade quando chiediamo ai ragazzi di giudicare, comprendere o studiare la musica senza aver prima offerto loro la possibilità di viverla e crearla dall'interno.

Perché questo manuale è un viaggio da fare insieme

Ho voluto intrecciare la riflessione pedagogica con un percorso pratico e concreto, accessibile a scuola come tra le mura domestiche:

• Dall'azione al senso: Insieme ai grandi del pensiero educativo e musicale — da Dewey a Delalande, da Gordon a Elliott, fino alla tradizione di Kodály, Orff e Dalcroze — riscopriamo che la musica non è un elenco di nozioni o regole astratte da imparare a memoria, ma un’esperienza vissuta nel corpo, nel gesto e nelle emozioni.

• Un percorso operativo in 5 fasi: Guido passo dopo passo il lettore nell'accompagnare ragazzi e bambini a partire dal loro personale "gesto sonoro" (un ritmo battuto con le mani, un suono inventato) per trasformarlo in melodia, condivisione e, solo alla fine, ascolto consapevole e teoria.

• Inclusione e continuità: La vera magia della musica nasce quando non esiste il gesto "sbagliato", ma esiste il "tuo" gesto. Una didattica dell'esperienza abbatte le barriere e unisce il lavoro in classe con i momenti di gioco e scoperta in famiglia.

Un invito alla lettura

"Perché il suono diventa mio quando qualcuno lo ascolta e mi dice: «È tuo. E vale»."

• Agli insegnanti: Spero che queste pagine possano offrire uno sguardo fresco e strumenti operativi per trasformare l'ora di musica in un laboratorio vivo di meraviglia e partecipazione.

• Alle famiglie: Spero che possa diventare un'ispirazione per riscoprire il piacere di fare suoni e ritmi insieme ai propri figli, trasformando la quotidianità in un'occasione di dialogo.

Vi invito a prendere un momento per voi, a sfogliare questo lavoro e a riscoprire insieme a me come trasformare ogni ascolto in un incontro profondo.

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Sono graditi Vostri commenti.

Grazie

Buona lettura!

Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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