Ciao cari lettori,
La storia di “Baletta”
Roberto Di Ferro, soprannominato “Baletta” (pallina in ligure per la sua velocità), nacque a Malvicino (Alessandria) il 7 giugno 1930. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la sua famiglia si trasferì ad Albenga, dove iniziò a lavorare come apprendista meccanico. Nonostante l’opposizione dei genitori per la sua giovane età, nel settembre 1944, a soli 14 anni, raggiunse i partigiani in montagna.
Prima impiegato come staffetta, partecipò poi alle azioni più rischiose nel distaccamento “Marco Agnese” della Brigata “Silvano Belgrano”.
Il 27 marzo 1945, una colonna tedesca guidata da un delatore sorprese il suo gruppo a Tovrasta, sopra Pieve di Teco. Dopo un violento scontro, il comandante Giovanni Trucco cadde e Roberto, con altri nove partigiani, fu catturato.
Per due giorni venne torturato e interrogato per ottenere informazioni sui compagni. Ma mantenne un “tenace e sprezzante silenzio”.
Il 28 marzo 1945, sulla sponda dell’Arroscia, venne fucilato. Prima dell’esecuzione, secondo la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare, gridò: «Uccidetemi, i miei compagni mi vendicheranno».
Dopo la fucilazione, il suo corpo venne crocifisso.
Aveva 14 anni, 9 mesi e 21 giorni.
Mancavano soltanto 28 giorni al 25 aprile 1945.
BUON ASCOLTO!
Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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