CIASCUNO PORTA LA SUA PIETRA

 


Ciao cari lettori,

si avvicina la Pasqua e fare riflessioni è doveroso in una situazione storica mondiale che non è delle migliori 

CIASCUNO PORTA LA SUA PIETRA


TESTO


C'è ancora qualcuno che si sveglia prima dell'alba non per abitudine, ma perché il buio pesa e aspetta che il cielo dica qualcosa che le parole degli uomini non hanno saputo dire.

Ho visto tombe aperte nel telegiornale non sepolcri antichi — case, scuole, ospedali. Ho visto mani che cercano sotto le macerie qualcosa che assomigli ancora a un futuro.

E mi chiedo se la resurrezione è davvero un giorno solo o se è questa cosa lenta, difficile, che facciamo in molti insieme senza saperlo chiamare per nome.

Ciascuno porta la sua pietra — non è poco, anche se sembra niente.

Ciascuno porta la sua pietra nel buio di un mattino che non sa ancora cosa sarà

Ho letto di una donna che ha piantato un albero davanti alla casa distrutta — non sua, di qualcuno che non tornerà. Nessuno gliel'ha chiesto. L'ha fatto e basta.

C'è un ragazzo che porta il pane ai vecchi del palazzo non perché sia Pasqua, ma perché è giovedì e giovedì la signora del terzo piano non riesce più a scendere le scale.

E mi chiedo se il miracolo più grande non sia quello che spezza le leggi della natura ma quello che spezza la nostra abitudine a guardare dall'altra parte.

Ciascuno porta la sua pietra — non è poco, anche se sembra niente.

Ciascuno porta la sua pietra nel buio di un mattino che non sa ancora cosa sarà.

Non ti chiedo di credere a tutto. Ti chiedo solo questo: di fare ancora una cosa inutile e necessaria —di restare.

Restare accanto.

Restare presente.

Restare umano

quando è più facile sparire.

Ciascuno porta la sua pietra — non è poco, anche se sembra niente.

Ciascuno porta la sua pietra nel buio di un mattino che non sa ancora cosa sarà.

E forse è qui il sepolcro vuoto — non là dove cercavamo, ma nelle mani di chi ha deciso di alzarsi lo stesso.



Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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