Ciao cari lettori,
BORNO, Un paese, dieci secoli di storia.
Quando si vive in Valle Camonica, certi nomi li pronunci ogni giorno senza fermarti a chiederti cosa nascondono. Borno è uno di questi. Un altopiano, una strada provinciale, il Lago di Lova, la neve d'inverno. Eppure sotto quei 912 metri sul livello del mare c'è stratificata una storia che pochi conoscono nella sua interezza.
Ho voluto metterla per iscritto.
Il risultato è un dossier storico in sedici capitoli — dalla preistoria al Novecento — costruito attraverso una ricerca sistematica su fonti digitali, archivi online, testi accademici e fondi ecclesiastici: dall'Archivio di Stato di Brescia all'Archivio di Stato di Venezia, dalla Treccani all'Enciclopedia Bresciana, dal Circolo Culturale Ghislandi di Cividate Camuno alle fonti della Pro Loco di Borno.
Cosa troverete: il Masso di Borno (1953, età del Rame), la cronologia medievale documento per documento, la Contesa del Monte Negrino — quasi dieci secoli di guerra tra Borno e la Val di Scalve con episodi di una ferocia che lascia senza parole —, la grande caccia alle streghe del 1518 (la più grande d'Italia), il Beato Innocenzo che oggi è venerato in Brasile, Camerun e Malta, la peste del 1630, l'incendio del 1688, i partigiani sulla strada per Borno nel 1945, i minatori morti di silicosi e la cappella eretta per loro nel 1970. E l'emigrazione verso il Sudamerica, di cui restano tracce negli archivi di Santos e Buenos Aires.
Non è un documento di celebrazioni.
È un tentativo di non dimenticare.
Il documento è liberamente scaricabile in formato PDF. Chiunque voglia integrarlo, correggerlo o contribuire con fonti ulteriori è il benvenuto.
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Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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