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NOT IN OUR NAME

 


Ciao cari lettori,

mentre scrivo queste parole, nel mondo bruciano trentadue guerre. Non sono numeri astratti: sono bambini che non torneranno a scuola, madri che piangono senza telecamere, città che smettono di esistere nei libri di storia prima ancora di essere ricostruite.

Ho scritto questa canzone per chi quelle guerre le subisce, non per chi le decide. L’ho scritta nelle loro lingue, perché il dolore non ha bisogno di traduzione, ma merita di essere ascoltato nella parola esatta con cui viene vissuto.

❝ La terra ricorda ogni goccia di sangue, ma dimentica il nome del tiranno. ❞

❝ Chi firma la guerra in un palazzo non sente l’odore della guerra nelle strade. ❞

❝ Le bombe non distinguono tra i figli tuoi e i figli miei. ❞

❝ La pace non è l’assenza della guerra. È la presenza del coraggio. ❞

❝ Hanno sempre una bandiera. Noi abbiamo sempre un bambino da proteggere. ❞

❝ Le guerre dei potenti sono i funerali dei poveri. ❞

❝ Ogni muro costruito con la paura cade. Ogni ponte costruito con il coraggio resta. ❞

❝ Non ti chiedo di amare il tuo nemico. Ti chiedo di smettere di chiamarlo nemico. ❞

A ottant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’umanità ha dimenticato abbastanza da ripetere gli stessi errori con armi più sofisticate e cuori più freddi. I sistemi di difesa si moltiplicano. I tavoli della pace si svuotano.

Questa canzone non è ingenua. Non chiede di abbassare le armi in un secondo. Chiede qualcosa di più difficile: che chi ha il potere di dichiarare la guerra usi quello stesso potere per dichiarare la pace.

E lo chiede nelle lingue di chi soffre: in ucraino, in arabo, in swahili, in birmano, in ebraico, in farsi, in francese, in inglese. Perché la pace deve avere molte voci. La guerra, purtroppo, ne basta una sola.

— Maurizio Ricci, Valle Camonica, marzo 2026



TRADUZIONE DELLA CANZONE


"NON IN NOSTRO NOME"

Basta. / Basta. / Basta.

La terra ricorda ogni goccia di sangue

ma dimentica il nome del tiranno.

Chi costruisce un muro di cadaveri

si imprigiona dentro per sempre.


Tu firmi la guerra con l’inchiostro.

Noi la paghiamo con i nostri figli.

La storia non ti perdonerà.

E neppure noi.

La bomba non ha passaporto.

Cade su tutti i bambini del mondo.


Non in nostro nome.

NON IN NOSTRO NOME!

Ogni bandiera ha un prezzo pagato nel sangue.

NEL SANGUE!

Siamo il popolo che hai dimenticato di consultare.

SIAMO QUI!

E noi scegliamo la vita.

LA VITA! LA VITA! LA VITA!

Le guerre dei potenti sono i funerali dei poveri.

Siamo stanchi. Non taceremo più.

La guerra non è un registro di gloria —

restano solo ferite e bambini senza genitori.


Scegli la guerra nel nome del popolo.

Ma il popolo sceglie la vita.

Sotto ogni bomba, una madre piange.

E tu non l’ascolti mai.


Non in nostro nome.

NON IN NOSTRO NOME!

Ogni bandiera ha un prezzo pagato nel sangue.

NEL SANGUE!

Siamo il popolo che hai dimenticato di consultare.

SIAMO QUI!

E noi scegliamo la vita.

LA VITA! LA VITA! LA VITA!

«Trentadue guerre accese mentre parliamo.»

«Centomilioni di persone sradicate dalla loro terra.»

«Non è destino. È una scelta.»

«E ogni scelta può essere disfatta.»

«Chi ha firmato la guerra — può firmare la pace.»

«Hanno detto che la guerra era necessaria.»

«Lo dicono sempre.»

«Ma la necessità ha un nome.»

«E quel nome è paura.»

«Noi non abbiamo paura della pace.»


Non in nostro nome — Pas en notre nom — Siyo kwa jina letu

Non in nostro nome — Nao em nosso nome — Nicht in unserem Namen

Non in nostro nome. Mai più.

LA VITA! LA VITA! LA VITA!

«La pace non è l’assenza della guerra.»

«È la presenza del coraggio.»


BUON ASCOLTO!


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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