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PERCHÉ ANCHE LA FILOSOFIA HA SMESSO DI FARE DOMANDE SCOMODE




Ciao cari lettori,
le domande scomode non sempre vengono fatte in particolare dove il pensiero allo stato puro avrebbe il dovere di porle.


Perché la filosofia moderna ha smesso di fare le domande scomode

Questa riflessione è una critica diretta alla filosofia che viene insegnata e praticata oggi nel mondo accademico.
La filosofia contemporanea parla di molte cose (mente, intelligenza artificiale, giustizia astratta), ma evita sistematicamente di parlare della cosa più importante che condiziona la nostra vita quotidiana: il sistema economico.
Questo silenzio non è un caso, ma una scelta strutturale.

La filosofia ha smesso di essere uno strumento per capire e cambiare la realtà ed è diventata uno strumento per far funzionare il sistema attuale.


1. Il Problema Centrale: Cosa manca nella filosofia oggi?

Oggi i filosofi accademici discutono volentieri di temi complessi ma "sicuri", come:
- Il funzionamento della mente e della coscienza.
- L'etica dell'Intelligenza Artificiale.
- La logica formale e il linguaggio.
- Teorie politiche astratte sulla giustizia.

Questo evidenzia un tema centrale che viene opportunamente ignorato: “l'ordine economico come condizione di vita.”

La domanda che nessuno fa è:
“Che tipo di esseri umani diventiamo quando viviamo in un sistema dove il nostro tempo ha un prezzo, la nostra attenzione è venduta e il nostro futuro è legato al debito?”

La filosofia tratta il capitalismo e il lavoro salariato come se fossero leggi naturali (come la gravità), invece che come costruzioni storiche che potremmo cambiare.


2. Le 5 Assenze Concrete (Dove si vede il silenzio)

Questa analisi individua cinque aree specifiche dove la filosofia dovrebbe parlare ma ”tace”:

1. Il Lavoro Salariato: La filosofia non chiede perché vendere il proprio tempo sia diventato l'unico modo per esistere come adulti. Anticamente (come per Aristotele) il tempo libero era la condizione per una vita buona; oggi il lavoro è visto come un dato di fatto innegabile.
2. Il Debito: Il debito non è solo un fatto economico, ma definisce le nostre relazioni e il nostro futuro (viviamo ipotecando il domani). Eppure, la filosofia lo ignora, lasciando che se ne occupino solo gli antropologi o gli economisti.
3. La Stanchezza e l'Esaurimento: Filosofi come Byung-Chul Han hanno spiegato che stanchezza e burnout non sono malattie individuali, ma effetti del sistema che ci vuole sempre performanti. Il pensiero accademico ufficiale, però, li considera temi "poco rigorosi".
4. L'Attenzione: La nostra capacità di concentrarsi è colonizzata dalle tecnologie e venduta come merce. La filosofia dovrebbe proteggere questa facoltà umana, ma spesso tace perché le università stesse sono “legate alle industrie tecnologiche.”
5. La Vita Ordinaria: La filosofia politica parla di giustizia in modo astratto, ma non scende nella realtà concreta: fare un mutuo trentennale, non potersi permettere di ammalarsi, scegliere un lavoro solo per lo stipendio. Queste esperienze reali sono considerate "sociologia", non filosofia degna di nota.


3. Perché succede questo? (I 3 Meccanismi)

Questo silenzio non è dovuto a distrazione, ma a tre meccanismi precisi:

- Il Ricatto della Carriera: Per fare carriera universitaria, bisogna pubblicare su riviste specifiche e ottenere finanziamenti. Se un filosofo mette in discussione le basi economiche del sistema, rischia di non essere pubblicato, finanziato o assunto. Il sistema seleziona solo i problemi "tecnici" e sicuri.
- L'Etica come Copertura: Molta filosofia etica oggi (bioetica, etica dell'IA) è finanziata da grandi aziende. Serve a dare una patina di "responsabilità" alle aziende senza mettere in discussione il loro modo di fare profitto. È come se una compagnia petrolifera finanziasse studi sul riciclo invece che sulla fine dell'uso del petrolio.
- Il Dominio del Metodo Analitico: Le università più potenti seguono un metodo (quello analitico anglosassone) che preferisce “problemi piccoli, precisi e misurabili.”

 Le grandi domande sul senso della vita economica sono considerate troppo "vaghe" o "continentali" e vengono “escluse dalla filosofia seria.”


4. Il Paradosso: Il Filosofo è diventato un impiegato

C'è un conflitto di interessi fondamentale. La filosofia dovrebbe “criticare il potere”, ma l'istituzione filosofica (l'università) “dipende economicamente da quel potere per sopravvivere.”

- Il Filosofo di una volta (Socrate): Era "scomodo". Metteva in discussione le certezze dei cittadini, viveva la filosofia come un modo di essere e era disposto a pagare di persona (fino alla morte) per la sua coerenza.
- Il Filosofo di oggi (Accademico): È "integrato". È un lavoratore salariato che deve produrre articoli per mantenere il posto. Spesso fa il consulente etico per aziende o parla di temi mediatici per giustificare l'esistenza del suo dipartimento.
Socrate fu condannato perché diceva cose che non convenivano dire. Il filosofo moderno viene premiato perché dice esattamente ciò che serve al sistema.


5. La Proposta: Come far rinascere la filosofia

Una soluzione potrebbe essere affrontate quattro passi per tornare a una filosofia vera:

1. Trasparenza sui soldi: I filosofi devono chiedersi chi paga la loro ricerca e come questo influenza le loro idee. L'autonomia richiede consapevolezza economica.
2. Filosofia come Vita: Smettere di vedere la filosofia come una catena di montaggio di articoli per la carriera. Tornare a vederla come un esercizio quotidiano per trasformare se stessi (come suggeriva il filosofo Pierre Hadot).
3. Studiare la Realtà Economica: Portare al centro dello studio temi come il mutuo, il debito e il lavoro salariato, trattandoli come questioni filosofiche e morali, non solo tecniche.
4. Tornare ad essere "Scomodi": Il filosofo deve recuperare il ruolo di chi avverte la società sui pericoli del sistema, accettando che questo possa costare visibilità o finanziamenti.


6. Un'idea di Università Diversa

Se si applicassero queste idee, i corsi universitari cambierebbero radicalmente:
- Invece di Logica Formale, si studierebbe la Critica dell'Attenzione (come la nostra mente è merce).
- Invece di Etica dell'IA, si studierebbe l'Ontologia del Debito (come il debito ipoteca il futuro).
- Invece di Filosofia della Mente, si studierebbe la Fenomenologia dell'Esaurimento (perché siamo tutti stanchi cronici).

Il vero compito della filosofia
La filosofia non deve servire a descrivere il mondo così com'è, né a proporre utopie impossibili.

Il suo compito è “mostrare perché il mondo attuale sembra l'unico mondo possibile, e dimostrare che non lo è.”

Ogni cosa che ci sembra "naturale" (come vendere il nostro tempo per vivere o vivere indebitati) è in realtà “una costruzione storica che può essere cambiata.”

La filosofia deve restituire alle persone la consapevolezza che le cose potrebbero andare diversamente. Come Socrate, il filosofo non deve scegliere di essere "utile" al sistema, ma di essere “necessario” alla verità umana.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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