LA FOLLIA NON HA CONFINI - UNA NUOVA GUERRA?

 


Ciao cari lettori,

come poter commentare la follia che ormai dilaga tra i potenti del mondo, una nuova guerra che contribuirà ad uccidere parte dell'umanità che ormai sopravvive a fatica.


CONDIVIDETE QUESTO MESSAGGIO DI PROTESTA... TANTE GOCCE CONTRIBUISCONO A GENERARE UN MARE IN GRADO DI TRAVOLGERE CHI HA PERSO IL SENSO DELL'UMANITÀ .


NON AVETE IMPARATO NULLA


Ohhhh… ohhhh…

Yalla, yalla, pace…

Ohhhh… ohhhh…

Shalom, salaam, fratelli…


Ho camminato tra i nomi incisi sulla pietra

Ad Auschwitz, a Srebrenica, tra le rovine di Hiroshìma, ho tenuto in mano le fotografie dei corpi abbandonati nel fango, ho sentito nel silenzio di quei luoghi una voce collettiva che chiedeva di non dimenticare mai.

Milioni di esseri umani hanno versato tutto ciò che avevano perché chi veniva dopo capisse che certe strade non andavano percorse di nuovo.

Eppure stanotte le esplosioni illuminano quartieri abitati, scuole dove i bambini torneranno domani, forse, ospedali dove qualcuno sta cercando di salvare una vita eppure stanotte qualcuno in un palazzo lontano sta decidendo chi ha il diritto di continuare a respirare.

Non abbiamo imparato niente.

Niente di quello che la storia ci ha mostrato

Abbiamo costruito musei del ricordo e poi abbiamo ricominciato da capo.

Non abbiamo imparato niente.

Da chi ha pagato con la propria esistenza il  peso delle scelte di altri.

E noi — ancora adesso — continuiamo a scegliere la violenza.

C’è una madre che si muove tra le macerie cercando qualcosa che apparteneva a suo figlio c'è un bambino che non ha mai conosciuto altro paesaggio se non quello segnato dalla distruzione.

C’è un soldato giovane seduto nell’oscurità che ha smesso di capire per cosa sta combattendo, ha lasciato indietro persone che amava una terra che conosceva palmo a palmo e si trova qui per una decisione che non è mai stata davvero sua.

Chi guadagna mentre il sangue scorre nelle strade.

Chi firma contratti di fornitura militare e  poi compare nelle conferenze internazionali a parlare di pace.

Chi stringe accordi con le mani che non ha pulito e considera tutto questo semplicemente — il modo in cui funziona il mondo.

Non abbiamo imparato niente.

Niente di quello che la storia ci ha mostrato

Abbiamo costruito musei del ricordo e  poi abbiamo ricominciato da capo.

Non abbiamo imparato niente da chi ha pagato con la propria esistenza il peso delle scelte di altri.

E noi — ancora adesso — continuiamo a scegliere la violenza.

Tucidide descrisse la guerra del Peloponneso

Con una precisione che sembra un resoconto di questa mattina duemila e quattrocento anni fa.

Duemila e quattrocento anni trascorsi senza attraversare davvero nulla.

Ogni generazione riceve in eredità le macerie e trova il modo di aggiungere le proprie.

Chiamiamo difesa ciò che è conquista.

Chiamiamo sicurezza ciò che è terrore organizzato.

Chiamiamo necessità ciò che dovremmo chiamare con la sua parola vera.

E intanto i bambini continuano a morire con nomi diversi nella stessa identica polvere di sempre.

[Italiano] Siamo costruiti della stessa materia.

[Arabo] نحن من نفس الدم — veniamo dallo stesso sangue.

[Inglese] We carry the same breath inside us.

[Swahili] Sisi ni familia moja — apparteniamo alla stessa famiglia.

[Ebraico] אנחנו אחים — siamo fratelli.

Dobbiamo imparare adesso!

Non tra un’altra generazione bruciata dall’indifferenza che ogni vita ha un peso che non si misura, che chi chiamiamo nemico ha dentro di sé la stessa paura.

Dobbiamo scegliere adesso senza aspettare che qualcun altro cominci.

Perché questa terra non appartiene a chi la rivendica con le armi, appartiene a tutti coloro che la abitano e vogliono soltanto vivere.

Ohhhh… ohhhh…

Mai più… mai più…

Pace… pace… pace…

Pace!


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Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 



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