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LA STRAGE DI PIAZZA LOGGIA A BRESCIA - 28 MAGGIO 1974

 


Ciao cari lettori,

Una canzone dedicata a chi il 28 maggio 1974 ha perso la vita credendo nel cambiamento.

Una canzone che attraversa la storia, i depistaggi, le sentenze, e arriva fino a noi come un dovere: ricordare.

La memoria è un atto di pace.


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BRESCIA 28 MAGGIO 1974
LA STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA

Era il 28 maggio, 1974,
una piazza di Brescia piena di voci
striscioni al sole, sindacati e mattino di primavera, la gente che crede che cambiare sia possibile, la gente che si trova in piazza per questo.

Alle dieci e dodici minuti
sotto un cestino dei rifiuti
qualcuno aveva nascosto l'odio
e il tempo si è fermato per sempre

Otto nomi che il vento non porta via
Giulietta, Livia, Albèrto, Clementìna
Euplo, Luigi, Bartolomèo, Vittòrio
morti in piazza per aver creduto
che si potesse cambiare il mondo

Centodue feriti, una città intera ferita
la strategia della tensione aveva un piano
Ordine Nuovo, i depistaggi, i processi rinviati
quarant'anni di silenzi e verità negate
Alberto e Clementìna Trebèschi — marito e moglie — morti insieme sotto lo stesso cielo di maggio

Ma la verità non muore
anche quando qualcuno la seppellisce
sotto le carte dei servizi segreti
anche quando tarda decenni a venire

Otto nomi che il vento non porta via
Giuliètta, Livia, Albèrto, Clementìna
Euplo, Luigi, Bartolomèo, Vittòrio
morti in piazza per aver creduto
che si potesse cambiare il mondo

Nel 2017 la Cassazione ha detto il nome
Carlo Maria Maggi — ordinatore della strage
Maurizio Tramònte, Fonte Tritòne, informatore dello Stato condannati all'ergastolo quarantatré anni dopo

La memoria non è vendetta
è sapere da dove veniamo
per scegliere dove andare
è tenere in vita chi non c'è più

Otto nomi che il vento non porta via
Giuliètta, Livia, Albèrto, Clementìna
Euplo, Luigi, Bartolomèo, Vittòrio
morti in piazza per aver creduto
che si potesse cambiare il mondo

Brescia, ventotto maggio
ogni anno la stessa luce
ogni anno gli stessi nomi
che non finiscono di insegnarci





Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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