BEPPE ROTA

 


Ciao cari lettori,

Il cacciatore di storie dal cuore d’oro: la vita a colori di Beppe Rota

Ci sono persone che passano la vita a cercare un posto nel mondo e altre che, quel mondo, lo accolgono interamente tra le mura di casa. Definire Beppe Rota semplicemente come un conduttore televisivo di Teleboario o un videomaker sarebbe non solo riduttivo, ma profondamente ingiusto. Bergamasco di Sovere, Beppe è un concentrato di energia pura: vulcanico, istrionico, un eterno ragazzo dal cuore d’oro a cui è letteralmente impossibile non voler bene.

Se la sua professione lo vede da oltre trent'anni dietro il microfono, la sua vera vocazione è un’altra: collezionare l'umanità, in tutte le sue sfumature

 "Dillo a Beppe!": la voce del territorio

Il legame con le sue radici, con Sovere e con le valli di Bergamo e Brescia, è il filo conduttore di una carriera trentennale. Attraverso la sua storica trasmissione "Dillo a Beppe!", Rota ha trasformato il giornalismo locale in una piazza umana. Non c'è spazio per la fredda cronaca; il suo microfono è uno strumento di incontro, mai di potere. Nello schermo della sua Teleboario passano storie, stranezze, volti e tradizioni del territorio, raccontati sempre con quella genuinità e quell'ironia affettuosa che lo hanno reso uno di famiglia per migliaia di telespettatori.

Da De Niro al Papa: il "cacciatore dei vip" con la mamma accanto

Il grande pubblico lo conosce anche come il "cacciatore dei vip". Un titolo guadagnato sul campo, anzi, sulle strade di Sanremo, dove dal 1990 non ha mai mancato un appuntamento. Per Beppe il Festival è una seconda casa. Con più di 7.000 fotografie all'attivo, ha immortalato e incrociato i più grandi: da leggende del cinema come Robert De Niro, Alain Delon e Sofia Loren, a icone della musica come Patty Smith, fino agli amici di sempre del calibro di Tiziano Ferro, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti, Laura Pausini e i Pooh.

Ma in queste scorribande sanremesi, Beppe non è mai stato un lupo solitario. Accanto a lui, complice e inseparabile, c'è sempre stata mamma Francesca. Un duo formidabile che incarna perfettamente il lato più dolce e umano di questa straordinaria caccia fotografica: la passione condivisa in famiglia, con il sorriso sulle labbra e l'entusiasmo dei bambini.

Una passione travolgente che lo ha portato persino al cospetto di Papa Francesco. E fedele al suo stile unico, Beppe non si è presentato a mani vuote, ma portando al Pontefice la maglia del "Papu" Gomez da far autografare, mettendo idealmente sullo stesso piano il sacro, il profano e la gioia popolare.

Entrare nel suo studio a Sovere significa compiere un viaggio dentro un'esistenza pop e coloratissima. Alle pareti, le foto con le celebrità si alternano a chicche d'altri tempi come un vecchio juke box. In un'altra stanza si apre il suo vero e proprio "impero": una collezione leggendaria di oltre 3.000 maglie di calciatori (dalla Serie A alla Serie C) e di campioni del ciclismo, tutte rigorosamente originali e autografate. Pezzi di stoffa che per Beppe non sono semplici cimeli, ma fotogrammi di una vita intera vissuta al massimo.

La verità è che Beppe Rota colleziona tutto ciò che ha una storia da raccontare: tazzine ancora macchiate dall'ultimo caffè preso con un artista, taglieri di legno firmati, e persino... persone! È sua infatti l'idea di riunire un gruppo di sosia di personaggi famosi per organizzare raduni unici nel loro genere.

Questa incredibile rete di relazioni è confluita nella sua biografia, significativamente intitolata "Novantanove più uno". Un libro unico in cui sono gli altri – 99 personaggi incontrati lungo il cammino – a scrivere di lui e a definirlo, un’opera così speciale da ricevere persino le congratulazioni ufficiali del presidente del CONI, Giovanni Malagò.

"Arrendersi Mai": la musica come medicina del sorriso

Il lato artistico di Beppe non poteva che essere solare ed esuberante. Nel 2020, nel momento del bisogno e della ripartenza dopo la pandemia, ha unito le forze con Gianni Drudi per lanciare il brano "Arrendersi Mai. Un pezzo pop-folk trascinante e orecchiabile, nato con un unico grande obiettivo: restituire il sorriso alle persone. Perché "arrendersi mai" non è solo il titolo di una canzone, ma è il vero e proprio DNA di Beppe.

Beppe Rota ci insegna che la vita va vissuta con il volume al massimo, senza retorica, ma con tantissimo calore. Un uomo che ha fatto dell'entusiasmo una professione e dell'amicizia la sua più grande collezione.


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 

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