Ciao cari lettori,
Claudio Abbado nasce a Milano il 26 giugno 1933, terzo di quattro figli di una famiglia di musicisti: il padre Michelangelo, violinista e docente al Conservatorio; la madre Maria Carmela Savagnone, pianista e scrittrice di fiabe. La rivelazione arriva a sette anni, dal loggione della Scala, ascoltando i Notturni di Debussy diretti da Antonio Guarnieri: da quel momento il sogno non è dirigere, ma “ricreare quella magia”.
BUON ASCOLTO!
L'infanzia è segnata dalla guerra. A undici anni scrive “Viva Bartók” su un muro sotto casa: i tedeschi, scambiando il nome del compositore per quello di un partigiano, bussano alla porta degli Abbado in cerca del colpevole. La madre nasconde in casa un bambino ebreo e viene arrestata; aiuta inoltre partigiani ed ebrei a passare in Svizzera. Sono gli anni in cui si forma, nelle parole dello stesso Abbado, il suo unico vero impegno politico: l'opposizione al fascismo.
Diplomato in pianoforte e composizione a Milano, si perfeziona a Vienna. Debutta come direttore sinfonico a Gorizia il 29 ottobre 1959. Nel 1968 diventa direttore principale della Scala, di cui sarà direttore musicale dal 1972 al 1986: estende la stagione, introduce i concerti a prezzo popolare per studenti e lavoratori, porta in scena Nono e Dallapiccola. Seguono la direzione della Filarmonica di Vienna, della London Symphony Orchestra, della Staatsoper di Vienna e, dal 1989, della Filarmonica di Berlino, di cui è il primo direttore non austro-tedesco eletto direttamente dagli orchestrali.
Accanto al podio, Abbado costruisce un'eredità sociale: fonda la European Union Youth Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, la Gustav Mahler Jugendorchester e la Mahler Chamber Orchestra, convinto che la musica vada portata ai giovani e ai più lontani dalle sale di concerto. Nel 2010 torna a dirigere alla Scala chiedendo come compenso novantamila alberi per Milano. Nel 2012, dopo un'esecuzione del Requiem di Mozart a Lucerna, resta in silenzio quarant'anni — quaranta secondi, nella memoria di chi era presente — prima che la sala esploda in un applauso. Muore a Bologna il 20 gennaio 2014, da poco nominato senatore a vita.
Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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