Ciao cari lettori,
Cosa farai, Dio, se muoio?” è una struggente poesia di Rainer Maria Rilke tratta dal Libro d’ore (Das Stunden-Buch).
Questo componimento inverte il tradizionale rapporto di dipendenza tra l’uomo e Dio: non è solo l’essere umano ad aver bisogno del Creatore per esistere, ma è Dio stesso a trovare compimento, senso e consistenza terrena attraverso l’uomo.
BUON ASCOLTO!
Sono la tua brocca (e se m’infrango?).
Sono la tua acqua (e se marcisco?).
Sono la tua veste e il tuo lavoro: perderesti insieme a me il tuo stesso senso.
Dopo di me, tu non hai casa in cui t’accolgano parole d’intimo calore.
Dai tuoi piedi stanchi, i sandali scivolerebbero via – loro: sono io.
Il tuo mantello grande si slaccia via da te.
Il tuo sguardo, che io accolgo sulle guance calde
Come su un cuscino, verrà, mi cercherà, per lungo tempo – e giacerà tra pietre estranee
nel sole che discende oltre la terra.
Cosa farai, Dio? Sono in angoscia.
(Traduzione di Lorenzo Gobbi)
Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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