Ciao cari lettori,
Benvenuti nella nostra rubrica etimologica su NotaNostra.
Oggi esploriamo una parola che usiamo quotidianamente ma spesso svuotiamo del suo significato più profondo e rivoluzionario: “EDUCÀRE”.
L’etimologia che rivoluziona la pedagogia
La parola “educare” deriva dal latino ”educare”, che a sua volta viene dalla forma intensiva di ”edùcere”, cioè ”tirar fuori, estrarre” e da qui ”tirar su, allevare”. Questo verbo è composto da due elementi fondamentali:
- ”E-“ o “Ex-“: che significa ”fuori”
- ”Ducere”: che significa ”trarre, condurre”
Letteralmente, quindi, “educare” significa “trarre fuori”, “condurre fuori”.
Il significato rivoluzionario
Questa etimologia ci svela un concetto straordinario: educare non significa “riempire” una mente vuota, ma “tirare fuori” ciò che è già presente. È un atto che parte dall’interno verso l’esterno, non dall’esterno verso l’interno.
L’educazione, nella sua accezione più autentica, è un processo che “libera le potenzialità nascoste” in ogni persona. Non si tratta di inculcare nozioni dall’alto, ma di accompagnare un viaggio di scoperta che parte da dentro.
Educare vs Istruire: la differenza fondamentale
Spesso confondiamo “educare” con “istruire”, ma l’etimologia ci mostra una differenza abissale. Mentre “istruire” (da “instruere” = costruire, erigere) implica un’azione dall’esterno verso l’interno, “educare è un processo che parte dall’interno”.
Educare significa ”tirar fuori ciò che sta dentro”. È riconoscere che ogni essere umano porta in sé un potenziale unico che attende solo di essere rivelato e coltivato.
Una riflessione per educatori e genitori
In un’epoca in cui l’educazione è spesso ridotta a trasmissione di contenuti e valutazione di competenze, recuperare questo significato originale è rivoluzionario. Ci ricorda che:
- Il ruolo dell’educatore non è quello di “depositare” conoscenze, ma di “scoprire” talenti
- L’apprendimento autentico avviene quando si stimola la “curiosità naturale” che è già dentro di noi
- La vera educazione rispetta i “tempi e i ritmi” di ciascuno, come un giardiniere che accompagna la crescita di una pianta
Esercizio pratico
La prossima volta che vi troverete in un contesto educativo (con i vostri figli, alunni, o anche con voi stessi), provate a chiedervi:
”Sto cercando di riempire una mente vuota, o sto aiutando a tirar fuori ciò che è già presente?”
AFORISMA DA RICORDARE:
”Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco.”
(W.B. Yeats)
Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci

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