PADRE DELLA MONTAGNA

 


Ciao cari lettori,

“Padre della montagna” 

Un canto che non è preghiera, ma dialogo umano.  

La montagna diventa un Padre simbolico: custode della terra, memoria delle nostre scelte, voce che osserva senza giudicare.  

Le parole raccontano ciò che siamo: mani che costruiscono e distruggono, popoli che dividono ciò che era stato donato a tutti, cuori che cercano pace quando arriva la paura.  

E la montagna risponde, lenta e profonda, ricordandoci che la forza non è nell’odio ma nelle mani aperte, nella tavola condivisa, nel riconoscere un fratello in chi ci viene incontro.

Un canto civile, umano, che chiede solo questo:  restare piccoli, restare vicini, restare insieme.

BUON ASCOLTO!


Un saluto dal vostro prof. Maurizio Ricci 




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